Orari : Dal lun. al ven. dalle 8.00 alle 20.00
  Telefono : 081.192.539.30 - 338.581.0019

I fisioterapisti abusivi sono il doppio di quelli veri

Pubblichiamo un interessantissimo articolo del Corriere della Sera riguardante un problema atavico della nostra professione.

«Se l’operatore a cui ci si affida è iscritto a una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti riconosciute dal Ministero della salute, ovvero all’Aifi o alla Federazione italiana fisioterapisti, si può stare tranquilli: prima di ammettere l’iscrizione di un nuovo membro, queste associazioni verificano che sia in possesso dei requisiti necessari — spiega Bortone —. Nel caso non risultasse l’iscrizione (che è volontaria), bisogna accertarsi che l’operatore sia laureato in fisioterapia, o che sia in possesso di un titolo equipollente (per esempio, terapista della riabilitazione, tecnico fisioterapista della riabilitazione, fisiocinesiterapista, massofisioterapista, come sono definiti con precisione dal Decreto ministeriale del 27 luglio 2000), conseguito prima dell’istituzione dei Corsi di laurea in fisioterapia, avvenuta nel 1999». «Un fisioterapista in regola, inoltre, — prosegue Antonio Bortone — si riconosce da come si comporta: è prassi che chieda di visionare la documentazione medica della persona per avere le informazioni necessarie a strutturare un intervento mirato, verificando anche l’assenza di controindicazioni. Infine, un fisioterapista che svolga la libera professione deve rilasciare la ricevuta fiscale esente da Iva, che il paziente può poi dedurre dalla dichiarazione dei redditi: una fattura con l’Iva, o una prestazione “in nero” sono, invece, indice di abusivismo».

Ecco il link all’articolo:

I fisioterapisti abusivi sono il doppio di quelli veri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *